Peradam
di e con Tommaso Bianco, Francesca Foscarini, Maurizio Sguotti
scene e costumi Emanuela Pischedda
disegno luci e audio Alex Nesti
produzione Kronoteatro
durata 50 minuti
Questo progetto, per complessità e delicatezza, è come un organo tra i più vitali.
È complesso nell'architettura, nel funzionamento e nella relazione con gli altri sistemi con cui interagisce. Questa complessità risiede nella sua stessa sua origine. Nasce dalla relazione emotiva e creativa tra due compagini differenti per formazione, linguaggio e disciplina.
Francesca Foscarini, danzatrice e coreografa, interseca il proprio percorso creativo con Kronoteatro.
Insieme gli artisti affrontano il processo creativo mettendo in campo ciascuno le proprie competenze e specificità, abbracciando l'orizzontalità della relazione, portano sulla scena le domande e le visioni che forti stanno animando la loro ricerca.
I grandi temi dai quali Foscarini e Kronoteatro hanno iniziato a muovere i primi passi ruotano attorno al senso di smarrimento di questo tempo, al desiderio di tornare ad interrogarsi su concetti esistenziali quali: il libero arbitrio, la relazione tra individuo e società come trama dentro la quale ci si muove protetti dentro le regole stabilite dal sistema, o fagocitati da esse si vive come fantasmi, il confronto inevitabile con quei luoghi del corpo e dell'anima insondabili: della morte e della nascita, così come della vita dopo la morte, e della vita prima della vita.
Partendo da questi presupposti, la ricerca porta sulla scena tre corpi che si muovono in un succedersi di azioni che per il loro incedere sacrale sembrano evocare un rito iniziatico o un rito di passaggio.
Come un dispiegarsi di quadri pittorici le diverse scene rivelano di volta in volta aspetti di quell'umano che sembra essere appartenuto o appartenere a ciascuno di noi.
L'incontro non previsto con i quattro elementi naturali (aria, acqua, fuoco, terra) modificano il loro essere e il loro agire inaspettatamente. I quattro elementi diventano strumenti e metafore per indagare i temi della vita, morte, trasfigurazione, trascendenza e per comunicare un inevitabile senso di precarietà, dove nulla è garantito e certo, dove nulla è per sempre.
I tre corpi, completamente nudi e coperti solo da un velo bianco, vengono al mondo. Il soffio di vento li scopre e li rivela a chi li guarda, nel loro essere nudi e soli. Nell'incontro con l'acqua, inizia il loro percorso di vita e di relazione con gli altri corpi. Corpi senza volto, coperto da quel velo bianco che in un modo o nell'altro non li abbandonerà mai.
Il fuoco e la terra risvegliano la loro natura più istintiva, come animali in gabbia l'incontro avviene ed è di dominio, ma anche di cura e corteggiamento.
Impossibile sottrarsi alla potenza della natura, e all'azione dei suoi principali elementi, l'essere umano rimane in balia di una forza molto più potente che da sempre cerca di comprendere e negli ultimi tempi, forse sfidare.
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foto e video di Luca Del Pia, Gabriele Lupo, Nicolò Puppo - design di Alex Nesti